Presentazione del programma Che Storia è la Musica

29/09/2019 at 14:30 in Media Lounge

Presentazione del programma "Che Storia è la Musica", di Ezio Bosso e Angelo Bozzolini, prodotto da Rai3. Con la presenza di Ezio Bosso, Angelo Bozzolini, Stefano Coletta (direttore di Rai3) e Beatrice Coletti (Membro del CdA RAI). 

 

Che Storia è la Musica

Nella sconfinata produzione televisiva è molto difficile trovare un segmento non ancora esplorato: c’è voluta quindi una certa dose di coraggio e voglia di sperimentare per realizzare il sogno, a lungo meditato da Ezio Bosso, di creare un programma del tutto nuovo, che potesse coniugare la televisione più accessibile alla cosiddetta musica alta. Che storia è la musica dunque è il risultato di questo sogno ed atto d’amore verso il grande repertorio classico e verso tutti coloro che lo sentono inaccessibile, trasposto in televisione dal Maestro insieme ad Angelo Bozzolini, in una serata evento che coprirà la prima e seconda serata di Rai 3 domenica 9 giugno a partire dalle 20.35.

L’idea di partenza è molto semplice e al contempo radicale: innanzitutto obbedire ai tempi televisivi, ma non farvi obbedire Ludwig van Beethoven, le cui sinfonie quinta e settima sono eseguite in tutti i movimenti con l’orchestra della Europa Filarmonica; e poi, raccontare la musica attraverso le metafore della vita e raccontare la vita attraverso la musica, metafora per eccellenza, in un dialogo continuo, orizzontale e democratico, dove tutti sono protagonisti: il Direttore, la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi, provenienti da diverse realtà, che creano un legame ancora più profondo tra la musica d’eccellenza e la prima serata televisiva. Infine Bosso stesso, da sempre lontano dai palchi televisivi, che si mette in gioco senza rete, avendo come unico canovaccio la scrittura musicale beethoveniana e gli stimoli che essa gli trasmette, incontrando per la prima volta sul palco ospiti per lui inusuali ma che con entusiasmo e commozione hanno risposto al quesito su che storia fosse la musica per loro.

Che storia è la musica dunque è una scommessa televisiva, ma soprattutto un lavoro di squadra, dove la vera guida sono le esecuzioni dal vivo della Quinta e Settima sinfonia di Beethoven, curate in ogni singolo dettaglio, a partire dall’eccellenza del suono, per dimostrare ancora una volta la necessità, ma soprattutto l’accessibilità di una musica troppo spesso considerata per pochi, senza che essa venga minimamente tradita o debba piegarsi a codici che non le appartengono.

Il programma televisivo è dunque il racconto di momenti vissuti intensamente, sulla base del pensiero di “far la musica insieme”, di interazioni spontanee, di fianchi scoperti, di sincerità senza filtri, dove anche l’immensa fatica di dirigere e condurre al contempo di Ezio Bosso non è in alcun modo mascherata o edulcorata.

Il Teatro Verdi di Busseto è stato inoltre rivoluzionato per porre l’orchestra e il suo direttore al centro della platea, così da avere il cuore dello spettacolo avvolto da un’atmosfera intima e famigliare, una casa che pur pensando ai grandi gesti della televisione del passato - da “Non è mai troppo tardi” del Maestro Manzi alle note lezioni di Leonard Bernstein - vuole essere un punto di partenza e soprattutto un’occasione per fare servizio pubblico, con l’obiettivo di raccontare la musica, le sue storie e anche i suoi fedeli operai quasi sempre anonimi, in questo caso i professori d’orchestra della Europa Filarmonica, cioè l’orchestra fondata da Ezio Bosso due anni fa e oggi attiva sotto rinnovata veste e nome. In anteprima, una composizione del Maestro, un piccolo regalo alla platea televisiva della sua musica: In her Name, The Sea Rain, interpretata passionalmente dal violino di Anna Tifu.

Una serata di musica in TV con la speranza che, se in questa occasione il principale protagonista è stato Beethoven, possa ripetersi in futuro per altri grandi musicisti della nostra storia, per amore verso i tanti appassionati che la vivono ogni anno nelle stagioni classiche sparse su tutto il territorio italiano e con la speranza di “togliere la paura” a tanti, tanti altri.

 

Ezio Bosso

Direttore Pricipale e Artistico della StradivariFestival Chamber Orchestra, Sony Classical International Artist dal 2016, a Febbraio 2018 è stato nominato Steinway Artist.

Ezio Bosso è inoltre Testimone e Ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, diretta con dedizione dalla figlia Alessandra: una conferma dell’impegno didattico e sociale del maestro Bosso, che dunque si sviluppa non solo nella sua intensa attività di divulgazione, sempre ribadita anche nell’attività concertistica, nell’impegno costante ad aprire, dove possibile, tutte le prove orchestrali o cameristiche - primo direttore a farlo - e nelle sue lezioni aperte a tutti, ma anche nell’attività svolta con Opera Pia Barolo e Medicina a Misura di Donna a Torino. 

Ezio Bosso inoltre è il testimone ufficiale della Festa Europea Della Musica per il 2018

Direttore d’orchestra, compositore, pianista all’occorrenza come ama definirsi, Ezio Bosso ha ricominciato una più intensa attività concertistica solo dalla seconda metà del 2015. Un percorso in crescendo che nel ’16, dopo aver portato oltre 100.000 spettatori nei migliori teatri con il suo recital per solo pianoforte considerata ormai la tournée di musica classica più importante della storia italiana, lo vede oggi reduce da una lunga serie di trionfi alla testa di alcune delle migliori orchestre italiane e internazionali nella riconquistata veste di direttore d’orchestra, dopo alcuni anni di forzata pausa. 

È stato Direttore stabile residente della Fondazione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Vale dunque ricordare l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia a ottobre ’16 con cui è ritornato sul palco per la prima volta; l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, di cui è stato Direttore Principale Ospite e che ha trionfalmente condotto sia nel teatro della città a dicembre 2016 sia in Piazza Maggiore davanti ad oltre 10.000 persone con un successo di pubblico e attenzione che nella città non si ricordava da tempo immemore per l’Opening Act del G7 Ambiente concerto premiato ai Live Award di Lisbona come miglior evento musicale europeo dell’anno; La Georgian State Opera and Ballet dove ha diretto il gala operistico con le dive del canto Nino Surguladze e Carmen Giannatasio per il tradizionale concerto benefico del Primo Maggio, concerto che ha visto oltre sette standing ovation ed è stato seguito da più di 4 milioni di persone collegate in diretta televisiva e web da tutto il mondo. l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Teatro San Carlo nella prestigiosa cornice della Reggia di Caserta, l’Orchestra Sinfonica Siciliana nel Teatro Antico di Taormina, l’Orchestra da Camera di Mantova, L’Orchestra da Camera Lituana con il solista Sergey Krylov. Dunque una serie impressionante di attesissimi debutti tutti sold out, coronati dal plauso di critica e pubblico, con una media di due standing ovation od ogni concerto. Impegni concentrati in pochi ma serratissimi mesi, caso forse unico nel panorama internazionale. Senza contare il debutto al celeberrimo KKL di Lucerna completamente esaurito, coronato da ben due standing ovation e oltre quindici minuti di applausi. Nei concerti sopra elencati Ezio Bosso ha toccato oltre 40.000 persone con programmi che spaziavano da Bach a Schubert, Beethoven, Mendelssohn, Puccini, Pärt, Cage, Messiaen e lo stesso Bosso.

Bosso nasce a Torino in una famiglia operaia ma sin dai precoci esordi dimostra quella tensione a superare ogni tipo di confine che ha caratterizzato tutta la sua lunga carriera. A sedici anni debutta in Francia come solista, compie poi gli studi di Contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna (wiener Hochschule)e collabora con diverse orchestre europee tra cui vale la pena di ricordare: Chamber Orchestra of Europe, Festival Strings Lüzern, Deutche Kammervirtuosen. Ricerca costante, versatilità, passione per la divulgazione, e generosità sono i tratti distintivi del suo percorso artistico ed è ricca la lista delle collaborazioni con prestigiose istituzioni musicali e con stagioni concertistiche dove si è esibito come compositore o esecutore, come direttore d’orchestra o membro di formazioni cameristiche, tra le tante: Royal Festival Hall di Londra, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colón di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Parco Della Musica di Roma, Vilnius Phliarmonje, St Martin in the Fields. Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (ancora  oggi unico non australiano premiato) o il Syracuse New York Award in USA, la sua musica è commissionata o utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij di Mosca per citarne alcune, ma anche da prestigiosi coreografi e registi di fama. A Londra, dove vive, è stato direttore Principale e artistico di The London Strings. 

Tra le tante Orchestre dirette negli anni prima della sua pausa dovuta a un delicato intervento chirurgico e alla malattia neurodegenerativa con cui convive, ricordiamo:, London Symphony Orchestra, Tschech National  Symphony, Orchestra da Camara de Madrid  L’Orchestra del Teatro Regio, L’Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino, L’Orchestra dell’Accademia della Scala di Milano, L’orchestra Regionale del Lazio, L’Orchestra da camera di Torino, Wien Residenz Orchester, Bonn Kammer Orchester, L’orchestra dell’Accademia Mozart, L’Orchestra Verdi di Milano, La Sydney Youth Orchestra. 

Importanti anche le collaborazioni con grandi solisti, come Mario Brunello  con cui ha avuto una intensa collaborazione in duo, con Francesco Manara (Prima Spalla della Scala), Roberto Gonzalez (Spalla dell’orchestra dell’accademia di Santa Cecilia di Roma), e fra cui vale ricordare il rapporto fraterno che lo lega al violinista Sergej Krylov. Nel ‘15 The Arts News Paper (il più autorevole periodico di arte a livello mondiale) e Penelope Curtis, direttore di Tate Britain, hanno definito il suo concerto alla Ikon Gallery “l’evento artistico dell’anno nel Regno Unito”. Nello stesso anno è stato scelto dall’Università Alma Mater di Bologna per scrivere e dirigere la sua Quarta Sinfonia dedicata alla Magna Charta delle Università Europee e che contiene il primo inno ufficiale di questa istituzione mondiale. 

Ezio Bosso è artista worldwide di Sony Classical International, che ha pubblicato i suoi ultimi lavori “The 12th Room” Disco D’oro con oltre 50.000 copie vendute, l’antologia “Ezio Bosso… and the things that remain (from 2004 to the present day)” e “The Venice Concert” con Sergey Krylov Solista al violino ovvero il live che fotografa il suo ritorno sul podio alla Fenice in tutto il mondo. Nel complesso questi ultimi titoli cameristici e sinfonici hanno venduto oltre 20.000 copie, segnando un altro record nel mercato classico italiano. Presto verranno pubblicate le sue tante registrazioni mai uscite in disco.