Yamaha & Bösendorfer Piano Discovery: Concerto di Andrea Rebaudengo, con musiche di Carlo Boccadoro e Fabio Vacchi

29/09/2019 at 14:30 in Sala Stradivari

Il pianista Andrea Rebaudengo suona brani pianistici di Carlo Boccadoro e Fabio Vacchi, alla presenza dei due compositori, che illustreranno personalmente le proprie composizioni: 

 

Fabio Vacchi       

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Carlo Boccadoro

Seconda Sonata
- Calmo
- Moderato
- Presto, marcato

 

Andrea Rebaudengo

Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972. Ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini.

Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara  nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993.

Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della musica di Padova, Musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival . Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Uzbekistan ed Emirati Arabi.

Ha suonato come solista con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Filarmonica di Torino e l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano.

Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore.

E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Teatro alla Scala di Milano, “Bang-on-a-can Marathon” di New York, Dom di Mosca, Sacrum Profanum di Cracovia, Festival MiTo, Festival della Letteratura di Mantova, Accademia Filarmonica Romana, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori contemporanei e collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan, Mark-Anthony Turnage, Julia Wolfe, Ivan Fedele e Fabio Vacchi.

Suona in duo con Cristina Zavalloni con la quale si è esibito alla Carnegie Hall di New York, allo Strathmore di Washington, al Teatro della Maestranza di Siviglia, al Festival Ilkhom-XX di Tashkent, al Festival di West Cork, al Festival del Castello di Varsavia, al Festival di Cheltenham, ai Concerti del Quirinale, al Teatro Rossini di Pesaro e nei Festival jazz di Berchidda, Roccella Jonica e Parma Frontiere.

Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia e dell’Ensemble Kaleido. Con Klaidi Sahatci e Sandro Laffranchini ha fondato l’Altus Trio, che ha debuttato nel 2010 al Teatro alla Scala di Milano. Come solista incide per Bottega Discantica (“All’aria aperta”), con Cristina Zavalloni per Egea (“Tilim-bom”), con Sentieri Selvaggi per Cantaloupe Records (“Child”, “ACDC”, “Zingiber”), con l’Altus Trio per Limen. Insegna al Conservatorio di musica di Castelfranco Veneto.

 

Carlo Boccadoro

Carlo Boccadoro - compositore, direttore d'orchestra, pianista, percussionista e musicologo - ha studiato al Conservatorio "G.Verdi" di Milano dove si è diplomato in Pianoforte e Strumenti a Percussione. Nello stesso istituto ha studiato Composizione con diversi insegnanti, tra i quali Paolo Arata, Bruno Cerchio, Ivan Fedele e Marco Tutino. Ha inoltre frequentato il corso di Tecnica dell'Improvvisazione jazzistica tenuto da Giorgio Gaslini.
Dal 1990 la sua musica è presente in tutte le più importanti stagioni musicali italiane: Teatro alla Scala, Piccolo Teatro, Pomeriggi Musicali, Orchestra "Verdi" e Festival "Suoni e Visioni" di Milano; Biennale di Venezia; Teatro Filarmonico di Verona; Teatro Regio, Settembre Musica e Unione Musicale di Torino; Teatro Carlo Felice e Teatro dell'Archivolto di Genova; Teatro Comunale e Musica Insieme di Bologna; Ferrara Musica e Aterforum di Ferrara; Orchestra "A.Toscanini" dell'Emilia Romagna e Teatro Regio di Parma; Maggio Musicale Fiorentino e Orchestra della Toscana; Cantiere Internazionale D'Arte di Montepulciano; Accademia Filarmonica Romana; Teatro Caio Melisso di Spoleto; Filarmonica Umbra; Teatro Massimo e Amici della Musica di Palermo; Teatro Comunale di Cagliari; Festival del Jazz di Sassari, ecc. La sua musica è stata inoltre eseguita in molti paesi, tra i quali Francia, Spagna, Germania, Olanda (Concertgebouw di Amsterdam), Inghilterra, Scozia (Royal Academy di Glasgow), Turchia, USA, Giappone.

Fra gli esecutori si ricordano solisti come Bruno Canino, Alessandro Carbonare, Gianni Coscia, Enrico Dindo, Andrea Griminelli, Andrea Lucchesini, Mario Marzi, Fabrizio Meloni, Stefano Montanari, Danilo Perez, Danilo Rossi, Emanuele Segre, Giovanni Sollima, Gianluigi Trovesi; direttori come Philippe Auguin, Antonio Ballista, Martyn Brabbins, Mario Brunello, Bruno Campanella, Othmar Maga, Jerzy Maksymiuk; gruppi strumentali come Il Quartetto Borciani, Il Quintetto Bibiena, I Solisti della Scala, Il Trio Italiano; attori e cantanti come Sonia Bergamasco, Lella Costa, Maria Pia De Vito, Vincenzo La Scola, Moni Ovadia, Katia Ricciarelli.
Per il teatro ha composto il balletto Games (Teatro alla Scala, coreografia di Fabrizio Monteverde) e tre opere liriche, tutte su libretti di Dario Oliveri: A qualcuno piace tango (commissionata dal Teatro Regio di Torino e ripresa successivamente a Palermo, Narni e Milano), Rimini addio! (commissionata dall'Ente lirico Arena di Verona) e La Donna nel quadro (recentemente andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo).
E’ tra i fondatori di "Sentieri Selvaggi", un progetto culturale dedicato alla diffusione della musica d'oggi, che comprende un Ensemble strumentale, un Festival che ottiene da anni un lusinghiero successo, la realizzazione di due compact disc dedicati alla nuova musica italiana e un libro/CD sulla nuova musica internazionale edito da Einaudi.

 

Fabio Vacchi

Fabio Vacchi (Bologna 1949) studia con Giacomo Manzoni presso il Conservatorio della sua città e si perfeziona a Tanglewood, dove vince il Koussewitzky Prize in Composition. L’esordio italiano avviene nel 1975, alla Biennale Musica di Venezia, con un brano per voci e strumenti.
Da allora la sua musica gode di sempre maggiore circolazione e, specie a partire dall’inizio degli anni Novanta, il successo e la fama crescono fino al punto di collocarlo tra i compositori più affermati dell’attuale panorama musicale. Dal punto di vista poetico la produzione di Fabio Vacchi segna il progressivo allontanamento dalle griglie strutturalistiche degli anni di apprendistato e la focalizzazione di un linguaggio vieppiù originale, difficilmente etichettabile, che conserva un certo rigore costruttivo ma si apre ad una libera reinvenzione del passato, che nulla ha a che spartire, ad ogni modo, con l’esperienza cosiddetta "neoromantica". L’uso dei campi armonici (ovvero una rigorosa struttura armonica di base), una ricerca timbrica raffinatissima e una netta propensione alla cantabilità, costituiscono i principali ingredienti del ricco bagaglio tecnico del compositore. Connessi tra loro mediante una solida maturità stilistica, essi si manifestano con particolare evidenza nelle opere teatrali Il viaggio (1990), La station thermale (1993), Les oiseaux de passage (1998), nel balletto Dioniso germogliatore (1996), nei cameristici Luoghi immaginari (1987-92) e in Dai calanchi di Sabbiuno, lavoro redatto in diverse versioni (da camera, 1995; per orchestra 1997; per orchestra da camera, 1998), che è certo il più fortunato ed eseguito del catalogo del musicista bolognese.
Il 23 marzo 2009, al Teatro alla Scala, prima assoluta del melologo Prospero, o dell’armonia, commissionato dalla Filarmonica della Scala. Per il 2010 è prevista una nuova opera su libretto di Amos Oz per il Teatro Petruzzelli di Bari.

 

 

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