Cremona Musica Award - Violins of Hope, Amnon Weinstein

28/09/2019 at 14:00 in Sala Zelioli Lanzini

Il celebre liutaio israeliano Amnon Weinstein, riceve oggi il Cremona Musica Award per la categoria "Progetto", per il suo progetto "Violins of Hope".  A seguire, ci sarà un concerto in suo onore in cui saranno suonati violini della collezione "Violins of Hope". 

Programma

Joseph Achron: 
Hebrew Melody 

Sevil Ulucan Weinstein, violin 
Yevheniya Lysohor, piano 


Tradizionale:
"Avinu Malkeinou" (arrangiamento di Cihat Askin) 

Cihat Askin, violino
Yelda Ozgen Ozturk,violoncello
Yevheniya Lysohor, pianoforte 

Johann Sebastian Bach: 
Largo ma non tanto (secondo movimento del Concerto per 2 violini BVW 1043). Performance dedicata alla memoria di Alma Rose

Cihat Askin & Sevil Ulucan, violini 
Yelda Ozgen, continuo
Yevheniya Lysohor, pianoforte 

 
Cihat Askin: 
Yiddish Fantasy 

Cihat Askin, violino 
Yevheniya Lysohor, pianoforte

 

Amnon Weinstein e “Violins of Hope”

Le persone che sanno suonare molto bene parlano attraverso il loro violino e possono raccontarvi tutta la storia del mondo.  I “violini della speranza” di Amnon Weinstein raccontano la storia dei detenuti ebrei che li hanno suonati nei campi di concentramento durante l’Olocausto. Il liutaio israeliano da decenni dedica la propria vita a riparare gli strumenti dei musicisti ebrei vissuti nei lager. Alcuni di loro erano costretti a suonare davanti alle porte dei forni crematori, accompagnando l’entrata delle file di condannati a morte. Oggi quegli stessi violini tornano in scena nei più importanti teatri mondiali.

A Tel Aviv, Amnon Weinstein faceva il lavoro del padre, il liutaio, quando negli anni ottanta un uomo che suonava il violino ad Auschwitz gli portò il suo strumento. Non lo aveva più toccato da quando aveva lasciato il campo di sterminio, ma ora voleva farlo sistemare per regalarlo al nipote. Quando Amnon lo aprì vi trovò della cenere: quella dei forni crematori davanti a cui il musicista era costretto ad esibirsi. L’episodio segnò la nascita del progetto Violins of hope, a cui Weinstein dedica tuttora la vita, aiutato dal figlio Avshalom. Egli non solo ristruttura i violini – ad oggi ne ha reperiti circa 60 – ma ne raccoglie le storie, convinto che la musica sia un modo di farne memoria. L’intento non è tuttavia solo quello di tramandare le nefandezze della Shoah: «L’olocausto è una storia di morte, ma è anche una storia di speranza, perché molte persone sono sopravvissute e la musica è stata parte di tutto ciò. Quando conosci le vicende dei violini, ti accorgi di come portino con sé quella stessa speranza».

Organizzazione: CremonaFiere